Facebook Privacy : quando tu sei il prodotto

In questi giorni gli utenti Facebook si son visti comparire tra le notifiche un avviso riguardante le nuove impostazioni della privacy ed è subito scattata la ricorrente corsa alla pubblicazione di status inutili ed il proliferare di discussioni a proposito della privacy di Facebook.\r\n\r\nVediamo di fare un po’ di chiarezza sul funzionamento della privacy di Facebook ed analizziamo insieme i meccanismi del più grande social network esistente.\r\n\r\nPer capire il funzionamento di Facebook bisogna fare un passo indietro e chiarire un concetto applicabile a tutte le grandi aziende :\r\n

“se una grande azienda fa dei profitti enormi offrendoti un servizio gratuito significa che tu non sei il cliente, significa che tu sei il prodotto venduto”

\r\n \r\n\r\nCome può Facebook incassare 8 MILIARDI di dollari l’anno offrendo un servizio al quale ci si può iscrivere gratuitamente e che si può usare gratuitamente? Semplice, il prodotto che Facebook vende sono proprio i suoi utenti….o meglio, i loro dati.\r\n\r\nNon spaventatevi, è solo una frase ad effetto per farvi capire il significato di “gratuito con inserti pubblicitari”.  Il social network è sincero quando dice che i vostri dati sono al sicuro. Questo perchè essi non vengono mai ceduti a terzi, non si tratta di una cessione o vendita, ma di un utilizzo interno per trarne profitto. Per capire come sia possibile trarre profitto dai vostri dati, senza cederli all’esterno vi illustrerò il funzionamento delle campagne pubblicitarie su Facebook.\r\n\r\nbillboard-advertising-resized-600\r\n\r\nFino a qualche anno fa un’azienda che volesse farsi pubblicità o vendere un prodotto aveva un numero ristretto di vie percorribili, un cartellone pubblicitario ad esempio, una pagina su una rivista o uno spot in TV. L’enorme pecca di questi sistemi pubblicitari è che risultava difficilissimo raggiungere con sicurezza il target della campagna pubblicitaria. La pubblicità solitamente si paga in numero di passaggi (per la TV) o per numero di affissioni, numero di volantini stampati o dimensione del riquadro pubblicitario. Ma chi ci assicura che il volantino non raggiunga una persona che è totalmente disinteressata al nostro prodotto? O che lo spot tv venga visto da una categoria di clienti che non si rivolgerebbe mai a noi?\r\n

E poi è arrivata la rivoluzione Facebook.

\r\nQuando creo una campagna pubblicitaria su Facebook posso selezionare l’audience a cui verrà mostrata la mia pubblicità. Tra i vari parametri che posso impostare ci sono l’età, il sesso, lo status sentimentale, il luogo di residenza e di nascita, una distanza geografica da un luogo, il grado di istruzione e gli interessi.\r\n\r\nFacciamo un’esempio : io sono il titolare dell’azienda “Marmitte Cromate”, abbiamo un’officina nei pressi di Milano, dove produciamo marmitte fantastiche per appassionati di moto.  A differenza della pubblicità tradizionale, su Facebook posso creare una campagna che verrà mostrata solo a Maschi, di età tra i 18 ed i 50, che abitano a Milano o ad una distanza di 200Km da Milano, single magari.\r\n\r\nIn questo modo ho ristretto di molto il ventaglio degli ipotetici clienti a cui verrà mostrata la mia pubblicità, ma qui arriva il bello. Si perchè Facebook mi permette di impostare anche degli interessi, sotto forma di parole chiave o argomenti.\r\n\r\nLa mia campagna pubblicitaria allo stato attuale è si precisa, ma comprende anche padri di famiglia disinteressati al motociclismo e tante altre persone che non diventerebbero mai miei clienti. Mi basterà quindi aggiungere tra i vari campi “moto”,”motociclismo”,”valentino rossi”,”jorge lorenzo”, “moto gp”,”kawasaki”,”honda”,”casco”.\r\n\r\nEd ecco che arriva il momento in cui capiamo esattamente cosa se ne fa Facebook dei nostri commenti, delle nostre foto, dei nostri status update, dei nostri Like.\r\n\r\nAvete messo Like alla pagina di Valentino Rossi? Avete mai commentato una foto di un amico dicendo “Molto meglio le Honda”? Avete messo uno status update in cui dicevate “Devo comprare un casco nuovo, consigliatemi”? Vi hanno taggato in una foto con delle moto? Vi hanno invitato ad un evento motociclistico? Ecco,molto probabilmente Facebook farà vedere a voi la pubblicità della mia azienda “Marmitte Cromate”.\r\n\r\nLe aziende sono disposte a pagare cifre astronomiche per un targeting così preciso delle loro campagne pubblicitarie. nessuna massaia di voghera vedrà la mia pubblicità facendomi sprecare denaro, quasi tutti i destinatari saranno ipotetici clienti.\r\n\r\nFacebook_Targeting2\r\n\r\nState tranquilli, i vostri dati non verranno ceduti a terzi. Io titolare di “Marmitte Cromate” non potrò mai sapere che “Mario Rossi” di Milano, ha messo Like alla foto di “Carlotta Gnegne” che non è sua moglie. E quella foto un po’ osè con la duckface che avete mandato al vostro amico, ecco, nessuna azienda potrà mai vederla, e lo stesso vale per le vostre conversazioni.\r\n\r\nI vostri dati sono “al sicuro”, semplicemente verranno pesantemente analizzati per decidere se siete il target giusto per una campagna pubblicitaria. Un po’ come se Facebook dicesse alle aziende “Io non ti faccio vedere come, ma fidati che raggiungerai solo clienti interessati al tuo prodotto”.\r\n\r\nAl momento di iscrivervi a Facebook avete accettato i suoi termini di utilizzo, senza accettarli non è possibile iscriversi al social network. È anche vero che nessuno li legge più. John Oliver, scherzando, ha affermato che nel 99% dei termini di utilizzo potrebbe esserci il Mein Kampf e la gente premerebbe comunque “Accetto”.\r\n\r\nLa prima parte dei termini di utilizzo specifica che voi concedete a Facebook il diritto di utilizzare tutti i dati che VOI INVIATE A FACEBOOK e che questi saranno visibili da terzi esclusivamente in base alle vostre impostazioni della privacy. Uno dei punti della privacy policy afferma :\r\n\r\nNonostante tu ci dia il permesso di USARE le informazioni che riceviamo su di te, queste rimarrano sempre di tua proprietà. La tua fiducia è importante per noi, è per questo che NON CONDIVIDEREMO LE INFORMAZIONI CHE RICEVIAMO su di te, a meno che :\r\n

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  • tu ci abbia dato esplicitamente il permesso
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  • dopo averti avvisato chiaramente
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  • dopo aver rimosso qualsiasi informazione personale che possa riportare a te
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\r\nInsomma, tutto sommato i nostri dati su Facebook sono relativamente al sicuro e, se non ne facciamo un uso isterico, dovrebbero anche rimanere privati.\r\n

Ma quali sono questi dati?

\r\nSe fin qui potevo avervi convinti che la privacy su Facebook non è così male quanto sembri, elencandovi ora la lista dei dati che Facebook ottiene su di voi potrei spaventarvi di nuovo, ma per correttezza andiamo a vedere cosa sa Facebook sul nostro conto.\r\n\r\nCominciamo con le informazioni ovvie :  Nome, Cognome, Età, Città di residenza e di nascita, esperienze lavorative, stato sentimentale, titoli di studio, lista degli amici, argomenti a cui siamo interessati, musica, libri, film, posti che abbiamo visitato (se utilizziamo l’applicazione apposita), pagine a cui abbiamo messo Like, gli eventi a cui abbiamo partecipato, le noste foto. Inomma tutte le informazioni reperibili guardando il nostro profilo.\r\n\r\nUn po’ più nel “privato”: ovviamente i nostri messaggi (lo stesso vale per gmail, non pensate), i nostri commenti, i Like ai post dei nostri amici, la frequenza con cui usiamo Facebook dal computer o dal cellulare, gli orari a cui siamo solitamente connessi, quanto spesso visitiamo le pagine di nostri contatti e quanto tempo ci passiamo sopra, quando facciamo un acquisto su Facebook. Se postiamo una foto Facebook è in grado di sapere quando è stata scattata e dove (se abbiamo il geotag attivato).\r\n\r\nInformazioni sul computer che stiamo usando, il browser, il nostro indirizzo di rete ed il nostro gestore telefonico, i dati tecnici ed il numero telefonico del nostro cellulare. La nostra posizione se abbiamo il GPS attivato.  Siti che abbiamo visitato al di fuori di Facebook che includevano i tasti social di Facebook o il Login di Facebook.\r\n\r\nA guardarla così la lista di informazioni che Facebook conosce sul nostro conto sembra piuttosto estesa ed “invadente”, va considerato però che molte di queste sono rese disponibili dal funzionamento intrinseco di internet. Non sono dati che Facebook ottiene eseguendo dei magheggi tecnologici, sono dati normalmente disponibili ogni volta che navighiamo su internet, disponibili a tutti i siti internet che visitiamo.\r\n\r\nRicapitolando, Facebook ottiene una mole enorme di dati sul nostro conto, ma sembrerebbe usarli in modo corretto, soprattutto sembrerebbe non diffonderli in nessun modo e non renderli disponibili a terzi. Rimane comunque valida la regola che non smetterò mai di citare :\r\n

L’unico vero modo per evitare che i vostri dati vengano diffusi su internet è…di non metterceli.

Dario Corno

Dario Corno

Direttore della fotografia & supervisore tecnico.\r\nSe pensate che la creatività occupi l'emisfero cerebrale destro e la logica quello sinistro, aspettate di conoscere Dario e capirete quanto sia tutto molto più complicato.