Matite in rivolta contro il Corsera

“Tutte le matite del mondo”, annuncia con grande clamore il Corriere della Sera, “unite per la libertà di stampa”.

 

Il volumetto del Corriere

Il volumetto del Corriere

Con questa premessa, mentre a Parigi il sangue è ancora caldo e tutto il mondo si sta interrogando su limiti e conseguenze della libertà di stampa e di pensiero, il “più autorevole quotidiano italiano” decide di raccogliere in un volumetto di 300 pagine tutte le vignette sull’argomento girate in rete nei primi giorni successivi all’attacco terroristico.

Con un distinguo: le vignette più radicali di Charlie non vengono pubblicate, perché:

“Abbiamo discusso a lungo se pubblicare o meno alcune delle vignette che avevano destato la collera degli integralisti. Abbiamo deciso per il no perché, pur essendo convinti che tra le libertà fondamentali ci sia quello di esprimere liberamente qualunque pensiero, anche quelli blasfemi, siamo altrettanto convinti che ci siano sensibilità che vanno rispettate. (…) Quindi il libro contiene alcune vignette di Charlie Hebdo, ma non quelle considerate più offensive.” Così Paolo Rastelli.

La satira che non deve offendere gli integralisti. Vabbè.

Quindi il libretto, matita puntata a mo’ di alabarda spaziale contro il Male, esce in edicola e viene venduto a 4,90 euro.
Il ricavato sarà devoluto, ecc. ecc., quindi l’iniziativa viene presentata come benefica.

C’è un problema.

Gli autori di quelle vignette, o quanto meno alcuni di essi, non ne sanno nulla.

E non solo non vengono pagati, ma non viene nemmeno chiesto loro il permesso di pubblicazione. I disegni vengono presi dalle foto in rete, scaricate e mandate in stampa così, a bassa risoluzione.

(“Che è quello che stai facendo anche tu.” “Sì ma io non sono il Corriere, non rompere.”)

Risultato: matite in rivolta, ancora, ma questa volta puntate verso il quotidiano di via Rizzoli.

“Censurare le vignette scomode, in onore della “libertà di stampa” per rendere omaggio a persone uccise in un tentativo di censura. Sono io, o c’è qualcosa di incredibilmente perverso in tutto questo? Ad averlo saputo prima, magari, non avrei prestato il consenso a pubblicare la mia vignetta su questo volume. Ah! No aspetta… NESSUNO ME L’HA CHIESTO.” Così Don Alemanno sulla pagina di Jenus.

Ci va giù più pesante Roberto Recchioni, sul suo blog:

“Magari io non ho piacere di collaborare con il tuo gruppo editoriale.
Magari non voglio essere associato ad alcuni dei punti di vista espressi da altri autori presenti nel volume.
Magari non ho piacere che il mio lavoro sia presentato in maniera orrenda, con un file a bassa risoluzione.
Magari non ho piacere che una mia opera, nata da un preciso stato d’animo, sia commercializzata. Nemmeno per fini benefici.
Magari non amo essere scopato a mia insaputa. Almeno mandami dei fiori.”

Vignetta di Roberto Recchioni

Roberto Recchioni cita Elio e Le Storie Tese

Leo Ortolani, sulla sua pagina:

“Tipo che avete un motorino, vi girate, non c’è più. Ve lo ha preso il Corriere della Sera per farci un giro. A scopo di beneficenza, eh? Il motorino è sempre vostro.
Ora.
Io sarò anche un povero geologo che fatica a stare al mondo, ma qui si comincia a perdere il senso delle cose.

Che oltretutto non è che mi fai un favore, pubblicando una foto di un mio disegno, a bassa risoluzione. Nemmeno la decenza del controllo artistico.
Nemmeno quella.”

Vignetta di Leo Ortolani

Fletto i muscoli e sono sul Corriere

Non usa mezzi termini nemmeno Giacomo Bevilacqua, che pubblica su Wired il suo pensiero, condensato in questa sua vignetta:

Vignetta di Giacomo Bevilacqua

A Panda piace poco il Corriere

Je Suis Charlie: una frase che suona molto diversamente a seconda di chi la pronuncia.

Alessandro Righetti

Alessandro Righetti

Ha una passione viscerale e un talento innato per tutto ciò che è inutile: cinema, fumetti, televisione. Ha tentato più volte di dare un senso alla sua vita, senza mai riuscirci: per questo ora realizza videoclip, documentari e serie tv.