Skyrim e l’ornitorinco – l’ereditarietà delle tare

Invitato a partecipare a questo blog come autore mi sono interrogato molto su come avrei potuto contribuire a nutrire le menti che s’avventurano in questo spazio.

Tutto sta nella qualità degli ingredienti e nelle modalità di preparazione, direbbero a Masterchef.

Questa frase avrebbe senso solo in caso in cui il cibo in questione non fosse cibo spazzatura o finger food da area scalo portuale.

Vuoi che muoro?

Vuoi che muoro?

Ci ho pensato parecchio: se di cibo per la mente si deve parlare, allora le alternative sono tre.

Mi son detto (nella lunga notte insonne che mi ha portato a partorire questo mio primo post che probabilmente finirà in sproloquio assoluto, delirio malato a sfondo nonsense gastronomico): “Enrico, di tre cose puoi parlare senza andare a parare sull’argomento della frustrazione da autore sconosciuto in crisi mistica. Cinema, libri o videogames.”

Facile no?

Che ci vuole.

A scrivere è un lettore / visualizzatore / videogiocatore compulsivo.

Se non mangio, dormo, cucino o lavoro, quello faccio.

Leggo, guardo o gioco.

Certo, c’è l’ingombro di avere un figlio, ma è piccolo, puro e semplice, dannatamente influenzabile. Quindi, in sostanza, anche lui sarà così e dunque, ora come ora, il tempo che passo con lui lo passo per prepararlo alle lunghe maratone che gli toccherà sopportare nel futuro.

A rileggermi mi sembra di essere un bieco individuo pronto a traviare la giovane mente di un bimbo di 6 anni.

Se insegnargli ad apprezzare le cose belle della vita vi sembra traviare una giovane mente, allora sì. Lo sono. E ne vado pure fiero.

Torniamo alla scelta del tema: oggi parliamo di libri.

Non recensiamo un bel niente, no: si tratta di consigliare. No, sbagliato, di farsi consigliare.

Nello specifico l’argomento in questione è la filosofia.

E sticazzi!

Facce sbigottite a parte, mi vien davvero difficile pensare a qualcosa che sia più nutriente della filosofia per nutrire la mente.

No, non sono un filosofo, mai e poi mai, ma ultimamente m’è capitato di leggere un paio di libri al riguardo e, da buon curioso compulsivo, continuerei pure, ma per colpa del secondo volumetto in cui sono incappato.

Il “colpevole” è Kant e l’ornitorinco di Umberto Eco.

Kant e l'ornitorinco

Trattasi, nello specifico, di una più che cospicua raccolta di trattati sulla semiosi cognitiva (cercatevela su internet e non capiteci nulla o quasi come il sottoscritto). Una serie infinita di pipponi mentali che solo un luminare testa quadra come il buon Umberto poteva tirare fuori.

Umberto Eco

Umberto, non ho ancora capito se ti amo o ti odio

Per capirci, il primo libro della mia escalation filosofica è stato Il mondo di Sofia, romanzo divertente nel quale, mascherato mica tanto bene nella trama, c’è un vero e proprio corso di storia della filosofia.

Mi ha appassionato ed interessato molto. Consiglio vivamente.

Solo che il salto da Sofia all’ornitorinco è stato decisamente traumatico. Da lasciarci le penne!

In sostanza quello che vi chiedo è un consiglio: “Cosa posso metterci in mezzo senza per forza comprarmi la storia della filosofia integrale (Amazon aiuta) o iscrivermi alla facoltà di filosofia?”

Lascio perdere e ricomincio Skyrim?

Il problema è che poi mio figlio va in giro a lanciare palle di fuoco mirando ai cassonetti dell’immondizia. Nemmeno fosse Goku.

Fireball

Dragonball Dragonborn

Enrico Oricco

Enrico Oricco

Testa bassa e, fra un'imprecazione e l'altra, lavorare. Programmatore, tecnico, consulente.... scrittore?