Tomaso ed Elisabetta tornano liberi

Quando si parla di prigionieri italiani in India ormai la mente corre immediatamente ai due marò e l’opinione pubblica non può fare a meno di dividersi tra le tifoserie dell’una o dell’altra fazione: assassini vs militari responsabili, pescatori innocenti vs pirati, giusto tenerli là, giusto portarli qua. Il can can mediatico non accenna a fermarsi, rinfocolato anche da altre tragedie mondiali che tengono il Commentatore Compulsivo ben legato alla tastiera.

In tutto questo baillamme è passata, se non sotto silenzio, sicuramente in punta di piedi una storia che fa rabbrividire molto di più e che oggi finalmente è giunta a felice conclusione: la storia di Tommy ed Elisabetta.

Inizia nel 2010, quando tre amici decidono di partire per una vacanza in India. Due di loro sono una coppia: Francesco Montis (30 anni) ed Elisabetta Boncompagni (36 anni). Con loro, l’amico Tomaso Bruno (27 anni). I tre dividono la stessa stanza d’albergo, a Varanasi.

Una notte, Francesco si sente male. Tomaso ed Elisabetta chiamano subito aiuto e tentano di rianimarlo, ma Francesco muore per asfissia. Causa possibile: una malattia di cui il ragazzo ancora non è conscio (la madre confermerà poi uno stato di salute non buono anche prima della partenza), forse aggravata dall’uso di droghe, di cui i tre ragazzi sono consumatori.

Tomaso ed Elisabetta vengono accusati di omicidio per motivazioni passionali ed incarcerati, il 7 febbraio 2010.

Il carcere di Varanasi, in India

Il carcere di Varanasi, in India

Nella sentenza di condanna in primo grado, si legge: “Il movente che ha spinto i due accusati ad uccidere Francesco Montis non si può dimostrare per insufficienza di prove, tuttavia si può comunque ipotizzare che Tomaso ed Elisabetta avessero una relazione intima illecita“.

I due rifiutano da sempre con forza ogni accusa e si proclamano innocenti. Chi li conosce da tempo conferma l’inesistenza di alcun tipo di relazione sentimentale o sessuale tra loro.

La loro storia è anche ricca di diverse stranezze: l’autopsia sul cadavere di Francesco è condotta da un oculista, il corpo è stato poi rapidamente cremato perchè era in balia dei topi, quindi non è stata possibile nessuna perizia successiva. Non è dato sapere come sia effettivamente morto.

Tommy ed Eli liberi

Tommy ed Eli liberi

Genitori e amici di Tomaso ed Elisabetta si battono, da allora, con forza perchè venga riconosciuta l’innocenza dei due ragazzi che, nel frattempo, restano rinchiusi nel carcere di Varanasi, scontando una sentenza di ergastolo confermata anche in appello. La sentenza definitiva è stata più volte rimandata, mese dopo mese, per i più svariati motivi.

Dal carcere intanto Tomaso scrive molto, anche perchè il regime detentivo a cui è sottoposto gli vieta qualsiasi altro tipo di contatto, compresi telefono e internet.

Le lettere di Tomaso e la vicenda hanno anche ispirato un documentario di Adriano Sforzi, Più libero di prima, che ha catalizzato l’attenzione della rete arrivando a raccogliere tramite crowdfunding più di 12.000 euro di donazioni.

E’ di oggi la notizia che la Corte Suprema indiana ha ribaltato i primi due gradi di giudizio, confermando la testi d’innocenza ed annullando la condanna all’ergastolo per i due ragazzi che, pare, torneranno presto in Italia.

Molti punti restano da chiarire ed è facile prevedere che il dibattito sarà caldo nei prossimi giorni.

Ma la sentenza definitiva dice che due ragazzi italiani sono stati ingiustamente in carcere per 5 anni. Non erano armati, non erano criminali, non hanno fatto del male a nessuno. E sono stati imprigionati in India dal 2010 al 2015 senza nemmeno poter telefonare.

Ma finalmente, dopo 5 anni di ingiusta prigionia, Tommy ed Eli saranno finalmente a casa.