Come si usa il flash del cellulare

L’estate è alle porte, così come i festival musicali che accompagnano le temperature in aumento. E dal momento che questi festival si svolgono fino a tarda notte, molti di voi tenteranno di fotografare la loro band preferita dal centro della folla con il flash dello smartphone in posizione “on”.

Smettetela, davvero, non fatelo.

Il flash sul vostro smartphone (o di una qualsiasi fotocamera, compresa la reflex molto costosa che avete acquistato e che è ancora impostata su “Auto”) è pratico solo da vicino. Può solo illuminare i soggetti a circa un metro di distanza, o 3 metri al massimo, se davvero avete speso soldi in una bella macchina fotografica. A meno che non siate nella prima fila del concerto e riusciate a sentire l’odore dell’ultimo pasto consumato dal cantante, tutto quel che farà il flash è illuminare la nuca della persona che vi sta di fronte e nulla di più. Infatti, utilizzando il flash, stai effettivamente peggiorando la foto del soggetto che stai cercando di immortalare. La band sul palco sarà una debole confusione di colori sullo sfondo.

La nuca dello spettatore davanti e il nulla cosmico sul palco.

In modalità automatica con il flash acceso, lo smartphone e la fotocamera si preparano a compensare la luce che sta per accecare tutti intorno a te.

Questo è un po’ quello che succede:

  • La fotocamera viene “avvisata” che il flash è acceso, quindi sa che ci sarà più luce del normale, quindi chiude il diaframma (il buco attraverso il quale entra la luce) per non bruciare la foto.
  • Il flash del cellulare però non è il nocciolo di Chernobyl, ma dei semplici led alimentati da una piccola batteria, quindi illumina davvero poco (sicuramente meno dei gigowatt che ci sono sul palco).
  • Il flash, poverino, si accende e illumina solo le cose molto vicine.
  • Nel mentre la fotocamera scatta aspettandosi una situazione tipo mezzogiorno di ferragosto alle Maldive, ma sta inquadrando di fatto un “panorama” molto buio.

Risultato: la fotocamera regola l’esposizione per un’esplosione di luce generata dal flash pensata per illuminare un soggetto molto vicino, di conseguenza il resto dell’inquadratura, che in realtà è ancora al buio perchè lontano, diventa ancora più scuro rispetto a quando si fotografa col flash spento. La nuca dello spettatore davanti a voi sarà fotografata bene, il palco più al buio del normale.

Questo consiglio dovrebbe essere seguito per tutti gli eventi serali all’aperto in cui si sta tentando di scattare una foto di qualcosa di più lontano di pochi passi di distanza (mi piange il cuore ogni volta che vedo qualcuno fotografare i fuochi artificiali col flash). Per gli eventi sportivi, un flash è ancora meno utile. Con le luci dello stadio che invadono il campo di gioco, il tuo povero flash è efficace quanto una torcia puntata verso il Bat Segnale. È inutile.

Ricapitolando: le foto ai concerti vengono meglio col flash spento, ancora meglio se riuscite ad usare le impsotazioni manuali della fotocamera. Il flash del cellulare va bene solo per soggetti vicini e selfie. Esistono anche strumenti creati appositamente per illuminare professionalmente i selfie, ma non ne esistono per i concerti.