…E vissero felici e contenti?

Ci sono storie che tutti conosciamo, ricche di magia e buoni sentimenti, con finali zuccherini e positivi.

Questa però è la magia Disney: la verità ed il modo di vedere la vita degli scrittori era ben più cruda e sicuramente meno melensa. Ovviamente qui le storie sono molto semplificate e sintetizzate: a voi leggere o guardare l’originale.

Per i coraggiosi presenterò sette storie che incresperanno un po’ di mondo fatato.

Due alla settimana, così per creare suspence, ed una da sola per la pigrizia di non cercare l’ottava.

ALERT: non è che si rischi uno spoiler, è proprio tutta una serie di spoiler messi in fila.

 

Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame

Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame

1) Il Gobbo di Notredame

Nel cartone animato Disney i bambini imparano un’ importante lezione dal celibe antagonista Frollo: se siete sessualmente frustrati da una zingara ribelle mettetela sul fuoco e tutto si aggiusterà. Nel frattempo Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame osserva tutto dalla torre campanaria, trattenuto dalle catene e dalla sua mancanza di autostima.
Riesce a liberarsi e salva Esmeralda, mentre Febo, il più vicino uomo sexy, inizia a spaccar tutto e a diventare l’uomo per cui qualunque donna cadrebbe in deliri e svenimenti.

Febo

Febo, Figone Eroico Baldanzoso Ostentante

Il crudele Frollo è gettato tra le fiamme, cosa che spesso accade alla fine dei film Disney per consumare i cattivi.
Quasimodo cede Esmeralda a Febo insegnandoci che un nobile cuore e grandi azioni non sono abbastanza se siete più brutti dell’interno di un hot dog.

Quasimodo viene comunque innalzato dalla folla e festeggiato per le strade.

Il vero finale: Victor Hugo non aveva nulla a che fare con il racconto precedente.

Nell’originale Esmeralda ha tre principali pretendenti, pronti a battersi brutalmente. Quasimodo è solo un povero brutto, ritardato, malformato e abbandonato che la osserva innamorato dalla sua torre. Lei non manca di fargli notare il suo aspetto ributtante.
Uno dei suoi pretendenti, Febo, la conquista e scappa con lei. Febo viene pugnalato da Frollo che ormai punta ad Esmeralda; non la mette sul fuoco ma predispone la sua impiccagione in pubblica piazza e viene salvata da… nessuno! Muore!

Ma non finisce qui. Quasimodo dopo la sua morte getta Frollo giù dalla cima della cattedrale, poi raggiunge la tomba di Esmeralda e si attorciglia a lei restando lì fino alla morte.

La Sirenetta

Ariel, la Sirenetta

2) La Sirenetta

Il finale felice Disney: dopo un intero film in cui si cerca di trasformare una sirena in umana, in modo che possa sposare un principe, le cose si mettono male per Ariel. A causa di una postilla contrattuale la strega del mare Ursula ha il sopravvento e acquisisce il tridente e la corona reale. Finalmente arriva l’azione: dopo un intero film il principe Eric tira fuori l’uomo che è dentro di lui e colpisce la strega allo stomaco un un pezzo di relitto di nave. Il regno è salvo, Ariel sposa il principe e tutto esplode in melensi arcobaleni.

Il finale originale: la sirena, con la coda divisa in due grazie alla pozione della strega del mare, va sulla terra, dove sanguina ovunque.
Il principe trova questo deliziosamente divertente e le ordina di ballare: lei lo asseconda sorridendo e sopportando lo straziante dolore.
In seguito la sirena scopre che il suo principe è già promesso ad un’altra donna e, se lui la sposerà, lei sarà costretta a dissolversi nella schiuma del mare. Tutto si può aggiustare, deve solo convincerlo di essere stata lei a salvarlo dall’annegamento. Lei non lo fa e lui si sposa.
A questo punto la strega del mare la convince che l’unico modo per salvarsi è quello di uccidere il principe e bagnarsi i piedi col suo sangue.
Si avvicina al suo corpo addormentato armata di coltello… ma, all’ultimo, sceglie l’amore.
E qui… colpo di scena? No: si scioglie nella schiuma del mare per non aver completato il compito.

Ma poi, per la bontà del suo cuore, diventa figlia dell’aria.

Dato che le sirene non hanno anima (almeno secondo Andersen) lei dovrà fare 300 anni di buone azioni per guadagnare il paradiso; ogni volta che un bambino piangerà dovrà fare un giorno extra per ogni lacrima; un anno in meno per ogni bambino buono.

Ursula

Ursula, la strega crudele (anche se mai quanto Andersen)

A presto con le prossime due storie!