Informatica e tare psicotiche

Informatica e tare psicotiche.

(Che tanto li si doveva arrivare)

{prima o poi}

Voi informatici siete strani.

Voi programmatori siete delle teste particolari.

Voi non siete mica gente normale.

Voi, voi, voi…

Noi. io.

Quante volte mi son sentito dire questa parole, quante volte ho risposto con un sorriso beffardo, una battuta ed un’alzata di spalle…

A volte, lo ammetto, la risposta è stata la tipica accoppiata “faccia spiritata” + “Mimo il gesto di accoltellare”

 

non urlare, non ti ascolto, cazzomene

non urlare, non ti ascolto, cazzomene

 

Il fatto è che è vero.

Noi, noi gente che i computer abbiamo capito come funzionano anzi a volte l’abbiamo addirittura studiato a scuola e che ci siamo appassionati anzi, diciamolo apertamente, li preferiamo a quell’hardware imperfetto che è l’essere umano, noi… noi siamo strani.

Siamo lunatici, apprensivi e cronicamente carenti di sonno e / o affetto.

Siamo studiati?

Qualcuno ci tiene d’occhio?

Sì, siamo paranoici , a volte, ma non è questo il caso, la mia era proprio una domanda: “Qualcuno non è che per caso ci sta tenendo sotto controllo per capire se come e quando daremo il via al nostro piano malvagio per la conquista dell’universo?”.

Vero, abbiamo anche manie di grandezza inversamente proporzionali alla grandezza del nostro ego interiore.

Ad un solo incidente di laboratorio dal diventare un supercattivo

Ad un solo incidente di laboratorio dal diventare un supercattivo

 

Scherzi a parte sono qui per spiegare, se ci riesco, come mai “noi” siamo così.

Se trovo il modo, perché non è mica facile.

Non è facile perché sono uno di loro io, ho imparato a fare finta che non è così, ma mento a me stesso. Ho capito, negli anni, che mimetizzarmi in mezzo alla gente normale poteva essere un buon modo per passare inosservato, per sopravvivere, ma ho sbagliato. Non è vero che poi, col tempo, una volta convinti gli altri della tua “normalità” poi ti ci convinci pure tu. No! Non funziona! Perché loro lo sentono che c’è qualcosa di diverso, di sbagliato. Lo sentono. A pelle credo.

Sarà l’istinto, sarà che inrealtà quelli come noi sono ricercati. Desiderati quanto temuti.

Perché noi capiamo cose che loro a stento comprendono, che loro magari usano tutti i giorni, ma di cui non hanno la minima idea concreta.

Concetti come il cloud, per esempio, li affascinano, ma non sanno cosa siano in realtà. Li usano, ma non li capsicono, mentre tu invece li caspici, quindi per loro sei come una guida. Istintivamente ti chiedono consiglio. Ti chiedono l’amicizia,e poi, subito, la consulenza e poi quando tu, cercando di non usare terminologia troppo tecnica, cerchi di spiegarti, di scendere al loro livello, e non ci riesci, fati efffettivamente fatica, non hai altro lignuaggio…. quando finalmente fra mille tentennamenti, esempi mal espressi ed attacchi di balbuzie fraudolenta… quando oramai ridotti ad un bagno nauseabondo di sudore sarete riusciti a rende comprensibile simile concetto loro vi diranno, con espressione delusa, pensavo fosse più complicato (sminuendo così i vostri sforzi) allora capirete perché sono qi ora.. rinchiuso in questa cella, con le mani sporche di sangue.

Capirete e forse comprenderete.

Forse.

Se siete uno di noi.

 

Ogni riferimento a fatti cose persone procedimenti penali attualmente in corso è puramente casuale.

Oppure no?

Oppure no?