Le parole dei Boss

Le parole dei Boss – Cicalone Simone

Documentario completo su tutte le interviste ai Boss delle organizzazioni criminali, mafia, camorra ndrangheta, sacra corona unita, Tutti i membri di una Famiglia eleggono per alzata di mano un proprio capo, che è solo un rappresentante, il quale nomina un sottocapo e uno o più capidecina, in base alle dimensioni della Famiglia
Nella cultura popolare ci sono vari riferimenti a questa organizzazione di mafiosi, infatti lo spopolare dei film polizieschi negli anni trenta e negli anni settanta/anni ottanta de XX secolo, ha fatto comprendere meglio la struttura delle cosche alla gente, grazie anche a romanzi che hanno lasciato il segno, tra questi si ricordino Il padrino di Mario Puzo, che mostra le strutture gerarchiche di una Famiglia mafiosa.
Una Famiglia (detta anche cosca, nel gergo comune) indica, in ambito criminale e specialmente mafioso, un’aggregazione di elementi criminali che hanno tra loro vincoli o rapporti di affinità, i quali si riconoscono in un capo e si danno una struttura gerarchica per riuscire a controllare tutti gli affari leciti e illeciti della zona dove operano
“Cosa nostra” nacque nei primi anni del XIX secolo dal ceto sociale dei massari, dei fattori e dei gabellotti, che gestivano i terreni della nobiltà siciliana, avvalendosi dei braccianti che vi lavoravano. Cosa nostra, come tutte le altre mafie, nacque per la scarsa presenza dello Stato sul territorio, ed iniziò ad assumerne le funzioni[senza fonte]. Si poneva con violenza quale intermediario fra gli ultimi proprietari feudali e gli ultimi servi della gleba d’Europa e, per meglio esercitare il proprio mestiere, si circondava di scagnozzi. Questi gruppi divennero rapidamente permanenti assumendo il nome di “sette, confraternite, partiti, cosche”.

Il primo documento storico in cui viene nominata una cosca di stampo mafioso è del 1837, nel quale il procuratore generale di Trapani, Pietro Calà Ulloa, riferisce ai suoi superiori a Napoli dell’attività di strane sette o fratellanze dedite ad imprese criminose e che corrompevano anche impiegati pubblici:

« Vi ha in molti paesi delle unioni o fratellanze, specie di sette che diconsi partiti, senza colore o scopo politico, senza riunione, senza altro legame che quello della dipendenza da un capo, che qui è un possidente, là un arciprete. Una cassa comune sovviene ai bisogni, ora di fare esonerare un funzionario, ora di difenderlo, ora di proteggere un imputato, ora di incolpare un innocente. Sono tante specie di piccoli governi nel governo. La mancanza della forza pubblica ha fatto moltiplicare il numero dei reati. […] Così come accadono i furti escono i mediatori ad offrire transazione pel ricuperamento degli oggetti involati. Il numero di tali accordi è infinito »