Il mistero delle quattro del mattino

Le quattro del mattino, sembra un orario in cui il mondo dovrebbe essere fermo ed immerso nel sonno, ed invece un mistero avvolge questo preciso orario dall’aspetto così innocuo.

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Il cantautore Leonard Cohen comincia la sua canzone “Famous blue raincoat” con la frase “Sono le quattro di mattina, è la fine di Dicembre”, mentre Bob Dylan preferisce dire “Beh, sono le quattro di mattina, sento il suono degli uccelli, guardo la tua immagine e sento la tua voce” nella canzone “Under your spell“. E per essere sicuri che non sia una coincidenza… Paul Simon, nella canzone “Still crazy after all these years” dice “le quattro del mattino, sono sfatto, sbadiglio”. Anche Gwen Stefani, ha scritto una canzone che si ntitola “Le quattro del mattino“.

Le quattro del mattino sembra essere diventato il momento perfetto per essere attivi, tramare, ordire vendette, pianificare l’omicidio dello sceriffo, come in questa famosa scena de “Il padrino”, dove la sceneggiatura recita : “SONNY, MICHAEL, HAGEN, CLEMENZA e TESSIO; tutti esausti, senza camicia, quasi sul punto di addormentarsi. Sono le quattro di mattina, ci sono prove di molti caffè bevuti e molti snack consumati. Riescono a malapena a parlare”.

 

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Anche l’evento più studiato dai numerologi, e dai complottisti rientra in questa incredibile serie di “coincidenze” legate alle quattro del mattino. Nel suo racconto “Gli ultimi giorni di Muhammad Atta”, comparso sul New Yorker del 24 Aprile 2006, l’autore Martin Amis comincia così “Era l’ 11 SEttembre 2001, le quattro del mattino a Portland, nel Maine. L’ultimo giorno di Muhammad Atta ebbe inizio”.

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Per essere un orario che a me pare tranquillo e di riposo, le 4 del mattino, riscuotono un discreto successo!

Potrebbe quindi esserci un legame? Un msitero celato dietro ad un orario che a prima vista sembrerebbe così innocuo? Sono andato ad informarmi per scoprire se vi fosse un “inizio” di questa serie di strane coincidenze. E mi sono imbattuto in questo personaggio:

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È lo scultore Umberto Giacometti, insieme alle sue sculture, sulla banconota svizzera da 100 franchi. Probabilmente colui che cominciò questa serie di strani segnali, con la sua scultura “Il palazzo delle quattro del mattino“, esposta ora al museo d’arte moderna di New York.

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Una scultura di Giacometti del 1932, il primo criptico riferimento alle quattro del mattino che son riuscito a trovare. Quello che io chiamo il “Giacometti Code“. Per questo ho provato a chiedere aiuto al sommo sapiente degli anni 2000 : Google.

Ho provato a cercare sul motore di ricerca “four in the morning” (quattro del mattino in inglese), i primi risultati sono per la canzone “Four in the morning” di Faron Young, di seguito un film di Judy Dench intitolato “Four in the morning”  ed un link alla poesia “Four in the morning” della poetessa polacca Wislawa Szymborska. Ma cosa potrebbero mai avere in comune un cantante folk, un’attrice inglese ed una poetessa polacca?  (A parte un’ottimo Google Ranking)

Beh, cominciamo col cantante Faron Young, guardacaso nato nel 1932, l’anno in cui Giacometti scolpì la sua scultura “Palazzo delle quattro del mattino”.  Nel 1996 il cantante cercò di suicidarsi sparandosi in testa la sera del 9 Dicembre, che guardacaso è il compleanno di Judy Dench.

Ma Faron Young non morì subito, ovvero il giorno del compleanno di Judy Dench. La sua agonia e le sofferenze si protrassero fino al mattino seguente, morì all’età di 64 anni, che… guardacaso è la stessa età che aveva Umberto Giacometti il suo ultimo giorno di vita.

E dove si collega la poetessa Wislawa Szymborska? L’alibi della poetessa delle quattro del mattino, è inattacabile. Questo poichè nel preciso istante del 10 Dicembre 1996, in cui il cantante delle quattro del mattino moriva (il giorno del compleanno dell’attrice delle quattro del mattino), la famosa poetessa stava “banalmente” ricevendo un premio Nobel per la letteratura. Non un Nobel a caso, ma quello del centenario della morte di Nobel stesso.

Coincidenze? No, le coincidenze riguardano storie più semplici, come se venissi da voi e vi dicessi “Hey, sapete che il premio Nobel è stato istituito nel 1901, che è anche l’anno di nascita di…. Umberto Giacometti?”

Io so riconoscere un codice quando ne vedo uno! Come in A beautiful mind, in cui John Nash vince…un premio Nobel. Torniamo però al famoso orario delle quattro del mattino. Pare legare in qualche modo anche personaggi meno frivoli di cantanti folk, attrici inglesi o poetesse polacche. Abbiamo visto prima che nella versione romanzata dell’attacco alle torri gemelle di New York (dove è esposta la scultura “Palazzo delle quattro del mattino” di Giacometti) l’attentatore Muhammad Atta pare svegliarsi a Portland alle 4 del mattino. E chi era il presidente degli Stati Uniti durante l’attacco alle torri gemelle?

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George W. Bush, riconfermato contro l’avversario Kerry in un lungo spoglio ricco di suspance. Un testa a testa terminato ufficialmente indovinate a che ora? Le 4 del mattino.

Rimaniamo sui presidenti degli Stai Uniti.

Nel gennaio del 1993 venne eletto Bill Clinton, ebbene, nella sua autobiografia intitolata “My life” troviamo questo passaggio: “Nonostante stesse migliorando, non ero ancora contento del mio discorso inaugurale. I miei speechwriters, Michael Waldman and David Kusnet, si tirarono i capelli e si disperarono fino alle quattro del mattino del giorno della salita in carica”. Cantanti flok, attentatori, presidenti americani e Bill Clinton, il primo presidente dei Democrats eletto due volte di fila in decenni. Per ritrovare una doppia elezione simile bisogna tornare indietro nel tempo fino a Frank Delano Roosevelt, entrato nel palazzo presidenziale nel 1932…anno in cui Giacometti creò la sua scultura “Il palazzo delle quattro del mattino”.

 

Nota bene: questo articolo non intende DAVVERO far nascere un”Giacometti code”. La nostra vita è costellata di eventi che consideriamo coincidenze. Accadono due fatti collegati tra loro ma in modo non causale. Alcune di queste coincidenze assumono ai nostri occhi importanza, suscitano il nostro interesse e non le consideriamo “semplici coincidenze”, ma vi intravediamo un significato. Un meccanismo studiato da Jung e chiamato “Sincronicità“.

 

Questo articolo è una libera reinterpretazione e traduzione dello speech di  Poet Rives al TED Talk.