Perchè i giochi per cellulare creano dipendenza

Perchè alcuni giochi per cellulare come Candy Crush, Cut the rope, BB-Tan o anche il buon vecchio Tetris riescono ad accaparrarsi la nostra attenzione così a lungo, nonostante siano così semplici?

Gli esempi fatti rientrano nella categoria dei puzzle games, ovvero quei giochi privi di una storia o trama, ma che prevedono di eseguire un task più e più volte senza mai raggiungere una reale conclusione come fanno ad esempio i campioni di incassi per console e pc.

La motivazione, in breve, è relativamente semplice. Questi giochi sono progettati per avere “ricompense” relativamente frequenti e molto evidenti che stimolano una sostanza chimica presente nel cervello che fa sentire felice o soddisfatto. La famosa dopamina.

La dopamina è una sostanza prodotta dal cervello. In poche parole, spinge le persone a fare genericamente “cose” in cerca di risultati gratificanti. È responsabile della dipendenza ma anche di azioni ben più utili come la ricerca di cibo o di un riparo.

A differenza della vita reale, dove ottenere un “premio” per qualcosa che si è fatto richiede un discreto sforzo e un lasso di tempo maggiore, questi giochi tendono a tempestare il giocatore con bonus, altisonanti messaggi di congratulazioni e nuove sfide.

Questo è il motivo per il quale un gioco del cellulare genera un cosiddetto “compulsion loop”. Ovvero un ciclo infinito composto da tre fasi principali:

Anticipazione, azione e ricompensa.

In modo controintuitivo la dopamina viene generata dal nostro cervello nella fase di anticipazione. Facciamo un esempio pratico. Quando abbiamo fame il nostro cervello pensa immediatamente a qualcosa che ci piace. L’idea di una tale ricompensa genera dopamina. La presenza di dopamina ci spinge a compiere un’azione (ad sempio alzarsi dal divano ed andare verso il frigo). Azione la quale ci porta infine ad ottenere una ricompensa (il cibo).

Quasi tutti i giochi di successo tendono a “promettere” all’utente un certo tipo di ricompensa, che può essere dal semplice superare un livello, finire una quest (una mini sfida spalmata su più livelli) e ad offrire ricompense in cambio di azioni da parte dell’utente.

Se volete approfondire l’argomento vi consigliamo il libro “Psicologia dei Videogiochi. Come i mondi virtuali influenzano il comportamento”

Come in ogni ambito della nostra vita le dipendenze possono essere pericolose, ma nel caso della dopamina creata dai videogiochi non c’è nulla di preoccupante nel regalarsi una piccola dose di soddisfazioni in modo semplice. Sempre che questo non influisca su altri aspetti della nostra quotidianità.