Smile: una lezione da non dimenticare

Lo Smile (o Smiley) è il sorriso più famoso nel mondo dai tempi della Monnalisa. Negli anni Settanta era famosissimo anche in Giappone. Oggi non c’è studente, dalle scuole elementari alle superiori, che non lo conosca.

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Ma dietro un simbolo tanto allegro c’è un insegnamento per tutti.

Siamo nel 1963 ed un’agenzia di assicurazioni statunitense ha dato il compito ad un grafico di realizzare un logo da inserire in una spilla per rafforzare il buonumore del gruppo.
Questo grafico di nome Harvey Ball disegna un cerchio con due puntini, aggiunge la bocca e consegna il tutto con una fattura di 45$ .
L’icona è molto apprezzata e fa il giro del mondo.

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Durante la guerra del Vietnam, i giovani ne hanno fatto il simbolo della loro opposizione al conflitto. Quel che lo Smile rappresenta non morirà mai: gli ultimi cinquanta anni di storia e cultura confermano l’importanza della sua esistenza.
Quindi vien da pensare: chissà quanto ha guadagnato poi! Invece…
Andiamo al 1972 anno in cui Franklin Loufrani ha iniziato ad usare l’icona per contrassegnare le buone notizie sul quotidiano France Soir. Franklin si è chiesto ” ma da dove arriva il disegno originale?” visto il grande successo che riscuoteva la faccina. Ha fatto delle ricerche: non solo il disegno non era mai stato depositato e registrato, ma non è riuscito a quel tempo neanche a risalire a chi lo avesse realizzato.
Qui la soluzione è stata semplice: ha aggiunto due fossette ai lati della bocca, depositato disegno e marchio “Smiley” ed inizato a concederne le licenze attraverso due società.

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Harvey Ball è scomparso il 12 luglio 2001, ed è ormai una leggenda. Lo Smile è stato il simbolo della sua vita: creato si dice non per tornaconto personale, ma per sincero desiderio che fosse apprezzato. Harvey Ball era un uomo generoso, per nulla interessato ai diritti d’autore. Molti hanno detto di lui che era un uomo buono; altri lo hanno criticato per la sua “scarsa capacità nel far soldi”. Pare che la sua vita sia stata intensa e vivace. Aveva di certo un grande cuore: la sua speranza era regalare un sorriso ai bambini di tutto il mondo.

Raccontano che sia morto con il sorriso, nonostante tutto ciò, forse con più accuratezza avrebbe potuto sorridere e far sorridere molto di più. Difficile non pensare alla fattura da 45 dollari.

La lezione? Le idee non vanno mai e poi mai sottovalutate, anche se sembrano semplici e ridicole.
Proteggetele sempre!

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